Sacco-tappetone gioco

Ecco il secondo oggetto che mi aveva chiesto l’amica per cui ho realizzato i cuscini. È un grande tappeto gioco per il suo bimbo, ma un tappeto molto speciale, con una caratteristica che ogni mamma apprezzerebbe: grazie al lungo cordoncino in coulisse, si può richiudere a sacco, senza bisogno di raccogliere e mettere a posto tutto quello che c’era sopra (bambino escluso, ovviamente! 😉 ). Non so a voi, ma a me ne servirebbe uno grande quanto tutta la stanza di Pesciolino…

Purtroppo in casa mia fotografare un oggetto di 140 cm di diametro è veramente ostico. La seconda in particolare sembra una grossa frittata! 😀

La mia amica ha un grande talento artistico e mi ha chiesto di usare questa stoffa a tinta unita perché poi penserà lei ad abbellire il tappeto, dipingendoci qualcosa. Sono curiosa di vedere il risultato definitivo!! E sono molto contenta di aver realizzato questi oggetti per lei perché, su sua richiesta, abbiamo fatto tutto con una vecchia tenda e una tovaglia (per la coulisse del tappeto). Due bellissimi progetti di riciclo creativo!

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Pinguini di Natale versione 2015!

Qualche lettore più assiduo del mio blog ricorderà forse i primi pinguini che avevo realizzato l’anno scorso. Ovviamente, da perfezionista quale sono, quest’anno non mi soddisfacevano più, li trovavo un po’ tristanzuoli. Quindi ho deciso di riprenderli in mano e abbellirli un po’, per renderli più natalizi.

Ecco qui il risultato del restyling:

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Versione 2014

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Versione 2015

Il cappello è di pannolenci con un po’ di ovatta per il pon pon, mentre la sciarpina di lana l’ho dovuta fare a maglia, dato che tutti i miei uncinetti sono stati risucchiati in un buco nero (riemergeranno domani, probabilmente!).

I bolognesi curiosi di conoscerli potranno venire domenica 13 dicembre in via Cesare Battisti 11 A, al Merry Handmade. Sarà una giornata ricca di workshop e dimostrazioni, vi aspetto dalle 11 alle 21!

Natale in vetrina!

L’altro giorno ho realizzato che la prossima settimana questo blog festeggerà il suo primo compleanno, e ripensando a quello che combinavo all’epoca mi sono ricordata di una scatola che avevo accuratamente riposto in mansarda (infatti sapevo esattamente in che punto fosse, a differenza di tutto il resto del marasma…). Dentro ci sono le creazioni natalizie dello scorso anno, quelle che avevo realizzato ovviamente troppo tardi e che non ero riuscita a vendere (i vecchi articoli sono qui, qui e qui).

Volendo agire per tempo quest’anno, sono andata a cercare le vecchie foto. Mi sono resa conto che erano semplicemente ORRENDE! Così ieri mattina mi sono messa al lavoro, e finalmente le trovate sul mio shop A Little Market.

 

(I pinguini devono passare per un restyling, quindi li troverete fra un po’!…)

Calendario dell’avvento

Certe volte mi imbarco in imprese che sono terribilmente al di sopra delle mie capacità, e regolarmente mi prenderei a calci da sola.
Questa è stata una di quelle volte.
Il fatto è che mia mamma, fra altre innumerevoli cose, ha sempre realizzato calendari dell’avvento fantastici (tutti i cugini ne hanno beneficiato e alcuni continuano ancora adesso), quindi era un oggetto che non poteva non girarmi in testa.
Quest’anno anche Pesciolino avrà il suo primo calendario dell’avvento “Made in Nonna Papera”, ma pur non dovendolo preparare per lui, io ormai avevo un’idea che _dovevo_ realizzare. E quindi ho iniziato. Circa un mese fa.

Ok, nel frattempo ho fatto anche molto altro, però era da un mese che mi giravano per casa tutti questi pezzettini di stoffa che dovevo usare per le taschine, un mese che avevo preparato la sagoma con il cartone ondulato, che dovevo salvare a intervalli regolari da manine rapaci… Insomma, lo scorso finesettimana ho deciso che la cosa non poteva più aspettare, ho messo da parte gli altri tre progetti che stanno viaggiando su binari paralleli (ok, dovrei anche imparare a essere meno dispersiva forse!!) e mi sono imposta di chiudere la pratica. E finalmente, eccolo qui!

Un’opera decisamente multi-materiale! Per la struttura ho usato un vecchio tappetino da campeggio, così non è troppo rigido e neanche pesante. Il dietro è foderato di jeans marrone (come il tronco, anche se nella foto non si vede), mentre il verde dell’albero è un tessuto di pile che avevo comprato parecchio tempo fa. La tasca del 24 è in pannolenci, mentre le 23 taschine… beh, quelle sono l’essenza del riciclo, tutti ritagli di stoffe usate per altri progetti e conservati scrupolosamente!

Un po’ di colla con porporina per dare brillantezza, ed ecco fatto!

Inutile dire che si tratta di un pezzo unico!! Ma sono disponibile per realizzarne altri personalizzati, e molto più velocemente di questo prototipo, promesso!! Se siete interessati contattatemi e decideremo insieme come fare le taschine, se con altri ritagli misti o tutte con uno stesso tessuto per ottenere un calendario a tema. Vi aspetto!

Programma di recupero per pantaloni!

Ovvero: Come l’essere bassi ogni tanto ti risparmia altro shopping

Sarò strana, ma fare shopping – inteso di abbigliamento – non mi è mai piaciuto più di tanto. Scruta, valuta, cerca la taglia, studia il tessuto, decidi, poi spogliati, prova, cerca di capire se ti sta bene o ti fa sembrare un elefante… Ppfff, troppo stress.

Unica eccezione, l’abbigliamento equosolidale. Per principio, i capi che si trovano in bottega mi piacciono a prescindere, quindi la trafila è molto più semplice! Di alcuni poi mi innamoro perdutamente, e quando con gli anni iniziano a logorarsi, è una sofferenza.

Con questi pantaloni in particolare sono stata sfortunata:

Comprati subito prima della gravidanza, hanno avuto vita breve, nel senso che sono riuscita a starci dentro giusto tre o quattro volte, e per lo più a fatica. Logica conseguenza:

 

il tessuto in prossimità della cucitura sulla pancia si è usurato e sfaldato, decisamente uno spettacolo poco bello.

Per fortuna, come sempre prima di indossarli avevo duvuto farci l’orlo (e quando dico “avevo dovuto”, intendo ovviamente che l’orlo l’aveva fatto mia mamma! 😀 ) e toglierci circa quindici cm. Quindici preziosissimi centimetri di stoffa che naturalmente erano nel mio cassetto dei ritagli, perché, come sempre, non si sa mai!

Mai l’istinto di accumulatrice fu più provvidenziale: avevo il materiale perfetto per cercare di recuperare i miei amati pantaloni. Dopo breve meditazione ho deciso di creare una fascia in vita, sul davanti (all’inizio pensavo a una specie fusciacca che arrivasse anche dietro, ma quando l’ho imbastita mi sembrava un grembiule…), e il risultato è stato questo:

 

Probabilmente poteva venire un lavoro più pulito di così, non sono un drago con l’abbigliamento, ma la cosa fondamentale è che per un po’ posso continuare a indossarli e sono molto contenta di averli salvati, almeno temporaneamente!

Pantaloncini n°2

Un’influenza malefica mi ha bloccato, ma finalmente eccomi di ritorno per mostrarvi il secondo paio di pantaloncini, che hanno seguito a ruota quelli rockettoni.

Sono molto meno belli, ma finalmente hanno dato un senso a tutte le vecchie camicie di mio marito che accumulavo da un po’, certa che prima o poi sarebbero servite! Usando lo stesso cartamodello ne ho massacrata una che proprio non sopportavo, e ne sono venuti fuori dei calzoncini passabili, almeno per stare in casa!

Ora sto cercando di ricavare il cartamodello da un altro paio di pantaloncini, a tre quarti questa volta. C’è una bella camicia blu che è rovinata solo su polsini e collo, potrebbe essere il materiale giusto per il “salto di qualità”, dei pantaloncini abbastanza presentabili da essere indossati anche in pubblico! 😉 Dopo la solita trasferta nonnesca però. A presto!