Piccoli sprazzi di ordinaria follia

Ogni tanto il mio “vero” lavoro fa delle piccole incursioni, di solito quando inizio a tagliare la stoffa per un nuovo progetto (ma i sacchi nanna con le nuove stoffe arriveranno comunque presto!).

Quasi sempre, l’incursione è annunciata da una buona dose di follia, perché quando traduci manuali tecnici di solito hai a che fare con gente che magari nel suo campo è un drago, ma al tempo stesso è felicemente inconsapevole di tutto ciò che è grammatica, sintassi, ortografia… o buon senso!

Dalla 2^ (SECONDA) riga del mio nuovo testo: “Struttura porta contenitori detergente, per il contenimento del detergente”.

Ma va??!! Pensavo ci andassero i taralli per lo spuntino dell’inserviente…

Purtroppo sono solo due cartelle, ma chissà, forse dispenseranno qualche altra perla.

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Architetture ardite

Ecco, questo non è niente. La sfida vera sarà fare la traduzione più lunga capitata negli ultimi 18 mesi proprio nelle due settimane in cui si alterneranno tutti e quattro i nonni in visita… Se poi non capite se questo sia un castello, un treno o chissà cos’altro, siete nella mia stessa situazione, dopo 5 cartelle sto ancora cercando di capire per quale macchina di preciso siano le istruzioni che ho fra le mani!…

Perciò, désolée ma la chicca che stavo preparando con i nastrini deve attendere. Però se volete potete andarla a sbirciare sulla mia pagina facebook.

Astici e aragoste

Oggi mentre cucinavo ho avuto la malaugurata idea di accendere la tv per avere un po’ di sottofondo. Di solito mi piace abbastanza vedere Jamie Oliver, per essere inglese cucina in modo quasi sensato, ma oggi mi ha fatto solo innervosire; in parte effettivamente per colpa sua (ha grattugiato della groviera su un piatto di mare!), ma fondamentalmente perché ha tirato fuori dalla pentola quello che il doppiatore ha chiamato “aragosta”, ma che di fatto aveva due belle chele.

Ora, santa miseria, un appello a tutti i traduttori dall’inglese: dato che in quella lingua insensata le due bestie si chiamano allo stesso modo, informatevi quando vi trovate un lobster nel testo!

C’è una bella differenza fra astici e aragoste. A parte il fatto che sono parenti quanto un gatto e un orso, anche senza andare a scomodare la biologia questa differenza si vede a occhio nudo: LE CHELE!!! Potete mangiare delle buonissime chele di astice, ma in nessun caso riuscirete a trovare chele di aragosta, quindi se nel vostro testo (ricetta, documentario, romanzo, quello che è) girano delle chele, state pur certi che si tratta di astici, non di aragoste!

Santa Wikipedia per aiutarci:

ARAGOSTA

ASTICE

Fate questo controllino rapido prima di tradurre, tutti gli amanti dei crostacei ve ne saranno grati!

Strane macchine

Finalmente, dopo mesi, una traduzione. E ovviamente, un manuale di istruzioni dell’ennesima macchina di cui prima sospettavo a malapena l’esistenza!

È anche questo il bello del mestiere, scoprire che qualcuno ha inventato cose come le stampanti flessografiche, le astucciatrici (vediamo se qualcuno sa cos’è?!) e ovviamente i miei preferiti, i mitici GIRELLI SPANDIVOLTAFIENO!!!

Questa volta niente di troppo astruso, in fondo non è così difficile immaginare che possa esistere un laminatoio (però per sicurezza prima di cominciare sono andata a guardare cos’era… Santa Wikipedia!…)

Gru e Galli

Sono fissata con gli animali, penserete. In effetti è anche vero, ma il fatto è che mi fa sempre sorridere pensare a quel periodo, quando avevo quelle due traduzioni in contemporanea. Una parlava di Gru e l’altra di Galli. Ma in nessuno dei due casi si trattava di pennuti!

La Gru era “a torre per l’edilizia”, un manuale tecnico, realizzato con un programma improbabile tra l’altro. Di una pesantezza totale, come d’altronde si addiceva al tema.

E i Galli, beh, quelli sì che erano belli, capeggiati dal loro Vercingetorige! Uno dei libri più interessanti che mi siano capitati fin’ora.

Due traduzioni insieme, bei tempi!…

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