Programma di recupero per pantaloni!

Ovvero: Come l’essere bassi ogni tanto ti risparmia altro shopping

Sarò strana, ma fare shopping – inteso di abbigliamento – non mi è mai piaciuto più di tanto. Scruta, valuta, cerca la taglia, studia il tessuto, decidi, poi spogliati, prova, cerca di capire se ti sta bene o ti fa sembrare un elefante… Ppfff, troppo stress.

Unica eccezione, l’abbigliamento equosolidale. Per principio, i capi che si trovano in bottega mi piacciono a prescindere, quindi la trafila è molto più semplice! Di alcuni poi mi innamoro perdutamente, e quando con gli anni iniziano a logorarsi, è una sofferenza.

Con questi pantaloni in particolare sono stata sfortunata:

Comprati subito prima della gravidanza, hanno avuto vita breve, nel senso che sono riuscita a starci dentro giusto tre o quattro volte, e per lo più a fatica. Logica conseguenza:

 

il tessuto in prossimità della cucitura sulla pancia si è usurato e sfaldato, decisamente uno spettacolo poco bello.

Per fortuna, come sempre prima di indossarli avevo duvuto farci l’orlo (e quando dico “avevo dovuto”, intendo ovviamente che l’orlo l’aveva fatto mia mamma! 😀 ) e toglierci circa quindici cm. Quindici preziosissimi centimetri di stoffa che naturalmente erano nel mio cassetto dei ritagli, perché, come sempre, non si sa mai!

Mai l’istinto di accumulatrice fu più provvidenziale: avevo il materiale perfetto per cercare di recuperare i miei amati pantaloni. Dopo breve meditazione ho deciso di creare una fascia in vita, sul davanti (all’inizio pensavo a una specie fusciacca che arrivasse anche dietro, ma quando l’ho imbastita mi sembrava un grembiule…), e il risultato è stato questo:

 

Probabilmente poteva venire un lavoro più pulito di così, non sono un drago con l’abbigliamento, ma la cosa fondamentale è che per un po’ posso continuare a indossarli e sono molto contenta di averli salvati, almeno temporaneamente!

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Pantaloncini n°2

Un’influenza malefica mi ha bloccato, ma finalmente eccomi di ritorno per mostrarvi il secondo paio di pantaloncini, che hanno seguito a ruota quelli rockettoni.

Sono molto meno belli, ma finalmente hanno dato un senso a tutte le vecchie camicie di mio marito che accumulavo da un po’, certa che prima o poi sarebbero servite! Usando lo stesso cartamodello ne ho massacrata una che proprio non sopportavo, e ne sono venuti fuori dei calzoncini passabili, almeno per stare in casa!

Ora sto cercando di ricavare il cartamodello da un altro paio di pantaloncini, a tre quarti questa volta. C’è una bella camicia blu che è rovinata solo su polsini e collo, potrebbe essere il materiale giusto per il “salto di qualità”, dei pantaloncini abbastanza presentabili da essere indossati anche in pubblico! 😉 Dopo la solita trasferta nonnesca però. A presto!

Pantaloncini estivi per Pesciolino

Quest’anno, e con questo caldo, vestire Pesciolino inizia a essere un problema. Sembra che superati i due anni i bambini vengano catapultati in un mondo trash, e che trovare vestiti fatti col tessuto giusto e senza scritte enormi o disegni orrendi sia praticamente impossibile.

Quindi ho preso la stoffa rock-psichedelica che avevo comprato in fiera e ho deciso di iniziare a fargli qualcosa io, anche se con l’abbigliamento non sono affatto ferrata.

Cominciamo col risultato:

(ovviamente sono per casa, non per uscire, nonostante lui sia rimasto estasiato dalla visione!!)

In realtà un primo tentativo l’avevo fatto l’anno scorso al mare, insieme a mia mamma, ma a parte che non avevamo la macchina e quindi li avevo fatti a mano, non avevo neanche un cartamodello ed erano venuti parecchio storti (senza contare che ovviamente a distanza di un anno non ricordavo assolutamente il procedimento!).

Quindi mi mancavano cartamodello e indicazioni! Robetta da nulla insomma! 🙂

Per il cartamodello, ho risolto ricordando una cosa letta tempo fa, cioè che i migliori ce li facciamo noi usando come base vecchi indumenti, idealmente da scucire. Io non avevo niente da scucire ma poggiando il giornale su un suo paio di pantaloncini da pigiama sono riuscita a ricavare qualcosa di decente.

(ok, il cartamodello col volantino del supermercato non è il massimo, lo so…)

Per il procedimento, mi ha aiutato molto il blog penso+invento+creo, in particolare questo post (che è di tre anni fa, e infatti ho chiesto il permesso di citarlo ma Ilenia non mi ha risposto. Se mi legge, spero sarà comunque d’accordo!). Infatti, a parte che ho usato un cartamodello un po’ più sagomato, con un davanti e un dietro

le cuciture sono le stesse indicate da lei: prima ho assemblato le due gambe separatamente, unendo il lato colorato in rosso e quello colorato in verde di ciascuna gamba. Poi ne ho girata al dritto una e l’ho infilata dentro l’altra, cucendo lungo il lato blu. Concludendo poi con orlo in fondo e coulisse per l’elastico in vita.

Molto semplici insomma, infatti sono già stati indossati

(nonché spisciolati e lavati…) e seguiti da un altro paio, che vi farò vedere in un altro post!