Provare, provare, provare…

(Sì, come in Non ci resta che piangere!)

Dovrei esserci abituata, in fondo una traduzione non nasce mai già pronta, devi sempre riguardarla, limarla, lasciarla riposare un po’, in modo che dormendoci sopra, rimuginandoci senza neanche rendertene conto, quando poi la riapri le piccole e grandi magagne ti saltano subito all’occhio e le puoi correggere, sistemare, migliorare…

Perché il cucito dovrebbe essere diverso?! Si tratta sempre di arte, artigianato, trasformazioni della materia che non necessariamente devono riuscire al primo tentativo. Tutto vero. Però quanto mi rode quando mi accorgo dei difetti di un oggetto quando ce l’ho ancora sotto la macchina da cucire, ma ormai non posso più rimediare!!!

Mentre la genesi dei miei portamonete procede fra tentativi ed errori, almeno vi faccio vedere le stoffe che ho già tagliato.

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